Storia
Il Palazzo, posizionato in adiacenza alla Chiesa dei Miracoli, è stato costruito tra il 1473 e il 1479 per volontà di Nicolò Soranzo con materiale recuperato da un preesistente palazzo della famiglia Gradenigo per poi passare ai Venier e ai Sanudo e infine nel 1652 ai van Axel, ricchi mercanti olandesi provenienti da Axel alle porte di Gand. Nel 1920 gli ultimi eredi della casata van Axel cedettero l’immobile al celebre conte antiquario Dino Barozzi, primo sovrintendente alla Belle Arti di Venezia nell’Italia unita. Ancora oggi il Palazzo è di proprietà privata ed appartiene ad un’unica famiglia.
Questa spettacolare casa fu costruita dalla famiglia Soranzo alla fine del XV secolo, in pregevole stile gotico, nello stesso periodo in cui la città risentiva dei primi influssi rinascimentali (la vicina chiesa di Santa Maria dei Miracoli fu costruita solo pochi anni dopo). L'edificio doveva occupare l'area dove un tempo sorgevano le case della famiglia Gradenigo. Come era consuetudine, i Soranzo non esitarono ad utilizzare materiali pregiati ed elementi decorativi degli antichi edifici per la loro nuova casa. Inseriti nelle pareti troviamo decorazioni e bassorilievi tipici bizantini.
Nicolò Soranzo, per realizzare la casa per i due figli, decise di costruire una struttura con due ingressi di terra e due d'acqua sui canali, due scale gotiche esterne conducono a due piani nobili da due diversi cortili ognuno con il rispettivo pozzo. Il pozzo nella corte ad est è ancora quello originario raffigurante lo stemma dei Soranzo e conserva ancora la carrucola che serviva per sollevare il secchio con l'acqua fino al piano della servitù. In questo cortile è possibile ammirare antiche tracce di affreschi policromi che sono riapparse durante l'accurato restauro appena effettuato. Altri affreschi sono stati rinvenuti anche sulla facciata esterna. Il casato passò nei secoli successivi ai Venier e ai Sanudo. Nel XVII secolo fu poi acquistata dalla famiglia di mercanti olandesi van Axel che pose il proprio stemma sopra l'ingresso dalla Fondamenta, dove lo si può ancora ammirare.
The family passed it down in the following centuries to the Venier and Sanudo families. In the seventeenth century it was then bought by the Dutch merchant family van Axel who placed their coat of arms above the entrance from the Fondamenta, where it can still be admired.